Benessere intestinale

Il DISBIOSI TEST consente di rilevare nelle urine la presenza di due metaboliti del triptofano, denominati Indicano e Scatolo, che permettono di verificare l'eventuale presenza di fenomeni fermentativi e/o putrefattivi a livello intestinale.
Queste molecole, normalmente presenti nelle urine dei soggetti con corretto equilibrio della flora batterica intestinale, (4-20 mg) risultano aumentate in caso di disbiosi.
Un elevato livello di Indicano urinario è indice di disbiosi intestinale a livello dell'intestino tenue.
Alti livelli di Scatolo indicano una disbiosi intestinale a livello dell'intestino crasso.


La ZONULINA è una proteina che regola le giunzioni delle cellule della parete intestinale.
Si può misurare nel siero attraverso un semplice prelievo di sangue.
Il tratto gastrointestinale è composto da cellule che sono strettamente disposte e connesse da giunture ben serrate.
In presenza di zonulina, le giunzioni che normalmente sono strette tra le cellule intestinali rimangono invece aperte.
La parete intestinale si danneggia a causa della creazione di queste "aperture" con l’innesco di una cascata infiammatoria.
Una SIBO (sovra crescita batterica del piccolo intestino) non curata, un overgrowth di candida e la presenza di parassiti possono rappresentare una minaccia per l'intestino e compromettere le giunture.
La zonulina legandosi a uno specifico recettore dell'epitelio della superficie intestinale innesca una cascata di reazioni biochimiche che creano un disassemblamento delle cellule epiteliali con un conseguente aumento della permeabilità intestinale. Ciò fa sì che alcune sostanze passino attraverso l'epitelio stesso scatenando una serie di reazioni immunitarie.
L'aumento della permeabilità intestinale è coinvolto in una serie di patologie autoimmuni, tra cui la celiachia, il diabete di tipo 1, l'artrite reumatoide, la sclerosi multipla", intolleranze ed allergie.


Il PEP-TEST, rileva la presenza della pepsina in campioni clinici provenienti dal tratto digestivo superiore e dalle vie respiratorie in pazienti sofferenti di reflusso del succo gastrico in modo non invasivo ed indipendentemente dal pH., l'enzima responsabile della digestione delle proteine introdotte con la dieta, se presente al di fuori dello stomaco, rappresenta un marker altamente predittivo di reflusso gastroesofageo.