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Iperuricemia: gotta ed ipertensione arteriosa

07/Marzo/2016:  La Redazione

L'acido urico è nel nostro organismo il principale prodotto di degradazione all´interno delle cellule derivante dal catabolismo degli amminoacidi e dagli acidi nucleici costituenti il DNA.
Ai livelli in cui è normalmente presente nel sangue in un soggetto sano, l´acido urico svolge un´importante azione antiossidante e contribuisce a migliorare la risposta immunitaria.
Un suo accumulo nel sangue è causato principalmente da un aumentato introito tramite gli alimenti (principalmente carni rosse, insaccati, molluschi e crostacei), in corso di tumori o chemioterapia o in corso di terapie mediche (diuretici, antiinfiammatori).
La condizione patologica piu conosciuta in corso di iperuricemia è la gotta, causata da depositi di cristalli nei tessuti delle articolazioni o nel rene, responsabili di una intensa artrite delle articolazioni periferiche.
Recenti studi hanno messo in evidenza, come l´acido urico possa svolgere anche una funzione importante come indice di rischio cardiovascolare.
Sembra infatti che elevati livelli di acido urico nel sangue determinino elevati livelli di pressione arteriosa, attraverso l´innesco di uno stato infiammatorio a livello dell´endotelio dei vasi sanguigni tramite fattori quali la riduzione dell´ossido nitrico, l´attivazione del sistema renina-angiotensina, attivazione di citochine, responsabili in ultimo dell´aumento della pressione arteriosa.
Il target da non superare per l'uricemia è di 6 mg/dl. Valori costantemente superiori ai 7 mg/dl favoriscono non solo il danno renale e quindi la predisposizione a malattie infiammatorie come la gotta, ma correlano anche con un elevato rischio cardiovascolare (ipertensione arteriosa, infarto, ictus cerebrale).

L'American College of Rheumatology, ha recentemente elaborato linee guida per la gestione dell'iperuricemia: una delle misura terapeutiche piu importanti è rappresentata dalla dieta e da un corretto stile di vita (riduzione del peso, esercizio fisico, abolizione del fumo e buona idratazione).

Sul fronte dietetico, il documento rivolge l'attenzione principalmente a tre fattori
1. riduzione degli alimenti animali (carni rosse, salumi, frattaglie, prodotti della pesca essiccati sotto sale, molluschi e crostacei) dato il loro alto contenuto di purine, da cui poi deriva l´acido urico;
2. riduzione del fruttosio (bevande e dolciumi dolcificati con sciroppo di mais o di fruttosio, succhi di frutta);
3. riduzione/abolizione dell'alcol (in particolare la birra).

Qualora i livelli di acido urico non dovessero essere controllabili solo con le misure dietetiche ed un corretto stile di vita, si puo ricorrere alla farmacologia tradizionale. Sono disponibili al giorno d´oggi diversi principi attivi in grado di ridurre l´uricemia nel sangue con buoni risultati.


parte dell'accettazione dell'Istituto De Blasi

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